domenica 24 maggio 2009

espropriati ed esproprianti

di questi tempi si parla tanto di funambolici ponti sullo stretto e di infrastrutture ad alta velocità di cui il nostro paese, a quanto si dice, avrebbe un impellente bisogno. quando confindustria chiama, il governo risponde! fiumi in piena, di denaro pubblico, allattano al seno i grandi imprenditori italici.. poverini, mica possiamo chiedere loro di spendere i propri risparmi, dobbiamo finanziare, aiutare.. lo facciamo per alimentare il mercato del lavoro! e sticazzi, sono tutti manager con il grano degli altri! e intanto, mentre i più vengono tenuti all'oscuro, nascono progetti di nuove autostrade come funghi. uno di questi riguarda proprio genova e la nostra riviera di levante: la gronda. un nuovo asse autostradale che si propone di decongestionare il traffico della A12, A26 ed A7.. in poche parole, vorrebbero aggiungere un'autostrada che colleghi il tigullio ed i comuni del suo entroterra, con genova ed i giovi, fino ad arrivare su a milano. il fatto è che il percorso di questa nuova opera si snoderebbe all'interno di un territorio estremamente ingrato come quello ligure, comportando così una serie di traforamenti ed altri stupri ambientali costosissimi.. per non parlare del tratto di gronda (quello di ponente) che passerebbe proprio fra le orecchie dei genovesi, come già fu per il viadotto morandi. avete presente? è quello che si passa da genova ovest, direzione ventimiglia. quello per la cui costruzione si sono dovute letteralmente amputare porzioni di palazzine. quello il cui smog ricade su sampierdarena, il cui traffico tiene svegli molti abitanti della zona. in più, la nuova gronda, dovrebbe passare ancora più rasente sui palazzi genovesi.. fate voi. per il momento, le "good news" sono due: la prima, pare manchino i fondi per realizzare l'intera mostruosità, quindi, potrebbe essere che si decida di realizzare solo la sezione di ponente dell'opera (che si divide in tre sezioni, tra ponente, levante e superiore). seconda, la discussione in ambito di urbanistica dovrebbe basarsi sul modello francese di "dibattito aperto" o "dibattito pubblico", che vedrebbe la partecipazione anche della cittadinanza, almeno di quella coinvolta nel progetto e, pertanto, soggetta ad esproprio di terreni ed abitazioni. daltronde, quando lo stato decide di realizzare una di queste grandi opere "vitali per il paese", il cittadino può ben poco contro questa infame arma dell'esproprio. un augurio: che non dobbiate mai leggere il vostro nome negli elenchi degli espropriati! buona.


ps: almeno sapere che finisca tutto in gestione allo stato e non in concessione, in regalo a benetton!

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