domenica 28 dicembre 2008

quando davide fa la parte di golia..


io non sono uno che si interessa poi così tanto della situazione politica al di fuori dell'italia. ho un quadro parziale della situazione di israele e ovviamente ho una mia opinione a riguardo, ma, essendo che non vivo in prima persona i loro conflitti, non mi sento di pronunciarmi più di tanto in merito. una cosa ,però, in questi ultimi giorni, mi ha piuttosto turbato.. mentre il nano, qui da noi, invita all'ottimismo, fuori il mondo intero è in guerra. e non si tratta di un eufemismo, è guerra vera! preferirei sorvolare sull'analisi storica degli "screzi" tra ebrei e palestinesi, anche perchè, ripeto, non sarei in grado di farla. quello che ho notato è che i fondamentalisti di hamas, nei giorni scorsi, hanno lanciato alcuni missili dalla striscia di gaza, in direzione di obiettivi israeliani. così facendo hamas ha interrotto la precaria tregua che si era riusciti a raggiungere (per il momento) ed ucciso 4 israeliani (non vorrei sbagliare, comunque non più di una decina di persone). a quel punto la macchina da guerra dei rivali si mette in moto: l'esercito di israele dà il via ad un massiccio bombardamento, con aerei ed elicotteri da guerra, mirato a distruggere le sedi operative del gruppo islamico, tra cui depositi di armi, caserme di polizia e militari.. il problema è che questi obiettivi si trovavano a stretto contatto con zone abitate dalla popolazione civile, essendo la striscia di gaza densamente popolata (1.500.000 palestinesi circa). infatti le vittime della reazione israeliana sono salite a 300 circa in soli due giorni, con oltre 600 feriti, ospedali al collasso, mancanza pressochè totale di generi di prima necessita, etc.. le bombe "di davide" hanno inoltre distrutto scuole, mercati e moschee, luoghi assolutamente non militarizzati, fino ad arrivare all'annientamento dei tunnel che collegavano la striscia di gaza all'egitto e per mezzo dei quali si contrabbandavano armi, certamente, ma anche viveri e medicinali. la reazione israeliana all'uccisione di quattro cittadini ebrei è stata oltremodo devastante! e la cosa che più mi lascia perplesso è che in queste circostanze la maggior parte dei paesi dell'onu si siano pronunciati in favore degli ebrei.. io non sono certo a conoscenza della totalità dei fatti, ma con le poche informazioni in mio possesso cerco di elaborare un pensiero razionale: a seguito della diaspora le nazioni unite decidono di concedere un territorio agli ebrei, su cui possano finalmente essere sovrani.. lo trovo giustissimo, ma non è che si decide di concedergli un territorio nord-americano o europeo, no.. si decide che lo stato di israele debba essere instaurato in africa, espropriando una fetta del territorio palestinese.. ora, avranno i palestinesi il diritto di incazzarsi? poi succede quel che succede, con torti (e ragioni) da entrambi gli schieramenti, ma una cosa era ed è rimasta invariata nel tempo: israele è uno stato ricco, la palestina no. i palestinesi tirano sassi, gli ebrei rispondono con i fucili. io non sono nessuno e non intendo proseguire oltre in questi discorsi.. ci tenevo solo a sottolineare l'imparità delle potenze in causa. una cosa su tutte non mi è chiara: come può, un popolo come quello che ebraico, che ha vissuto in prima persona l'oppressione e la persecuzione, passare ora dall'altra parte della barricata e vestire, così, i panni del carnefice? pace.

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