venerdì 21 novembre 2008

levi annuncia il ritiro.. ma ecco cassinelli

a distanza di poche ore dalla dichiarazione dell'onorevole ricardo levi (co-autore della proposta di legge denominata "ammazzablog") di voler ritirare la sezione inerente al web dalla propria proposta, ecco che spunta un'altro disegno di legge tanto somigliante quanto sospetto.. ma questa volta è l'onorevole cassinelli del pdl a proporlo. dopo aver aspramente criticato il testo redatto da levi, espone il proprio, sottolineando l'intenzione di voler cosi liberare blog, social network e community, dalle insensate restrizioni imposte dalla precedente e contestatissima legge 62 del 2001 sull'editoria.. fate largo gente, è arrivato il paladino della rete a salvarci dalle grinfie della "levi/veltroni", siamo salvi! scorrendo il testo della proposta del cassinelli, però, ci si trova nuovamente innanzi ad alcuni punti poco chiari, che presenterebbero un po' troppa libertà di interpretazione. infatti, secondo l'onorevole del pdl, resterebbe l'obbligo di registrazione (presso il tribunale) di siti o blog che si avvalgano di una redazione pagata e/o che presentino spazi publicitari all'interno delle proprie pagine. quelli, insomma, che assomiglino quindi ad una vera e propria testata giornalistica e da cui il gestore/proprietario tragga un profitto. la libertà di interpretazione di cui sopra, starebbe proprio in questo, infatti tra le righe della proposta si definisce "profitto" in modo tale da comprendere, eventualmente, anche un vantaggio in ambito di immagine/visibilità e reputazione, quindi non solo economico. al comma 2 dell'articolo 2, però, si legge quanto segue: "Sono in ogni caso esclusi dagli obblighi previsti dall'articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, i prodotti editoriali pubblicati sulla rete internet che abbiano quale scopo unico: a) la pubblicazione o la diffusione di idee ed opinioni proprie e personali; b) la pubblicazione o la diffusione, da parte dell'autore o gestore, di informazioni relative alla propria natura ed alla propria attività di società, associazione, circolo, fondazione o partito politico; c) la pubblicizzazione, da parte dell'autore o gestore, della propria attività di istituzione, ente pubblico o persona che ricopra cariche in tale ambito; d) la pubblicazione o la diffusione, da parte dell'autore o gestore, di informazioni autobiografiche, personali o che comunque riguardino la propria attività personale, professionale, politica o pubblica; e) l'aggregazione, in forma automatica, di notizie ed informazioni contenute in altre pagine; f) la creazione di momenti di discussione e dibattito su temi specifici; g) l'aggregazione di utenti terzi in una comunità virtuale".
pertanto non si capisce quali possano essere realmente i criteri per cui un sito o blog debba essere registrato o meno presso il tribunale. cioè, se io sono titolare di un blog in cui tratto i miei interessi e le mie passioni, in modo più o meno professionale (ma privo di una redazione alle spalle), e ho annunci publicitari come ad esempio gli "adsense" di google o altri banner promozionali, in quale categoria dovrei collocarmi? personalmente, non avendo ancora letto per intero la proposta di legge dell'onorevole cassinelli e considerando che appunto non si tratta del definitivo testo di una legge, non voglio lanciarmi in prematuri giudizi o allarmanti appelli. quello che però vorrei sottolineare è l'atteggiamento da "eroe della situazione" dell'esponente del pdl, quando critica la proposta "ammazzablogger" di levi, presentandone però, a sua volta, una altrettanto pericolosa. speriamo che anche questa volta si rettifichi la definizione di prodotto editoriale, in modo che non vengano più coinvolti quegli spazi di libera espressione che sono ad esempio i blog, e che pur presentando publicità o redazioni, ne restano sempre e comunque estranei. quantomeno, se vogliono maritare blog ed editoria, che ci elargiscano i finanziamenti di cui quest'ultima gode!

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