domenica 23 novembre 2008

i have a dream

























l'italia è senza alcun dubbio un paese tendenzialmente "filo-americano". dagli u.s.a. ci arrivano le mode (n.b.: le mode, non la moda!), i modi di dire, i film, i programmi tv.. li spalleggiamo nelle "guerre preventive" e nelle "missioni di pace" e chi più ne ha.. nonostante un background culturale unico al mondo, nonostante migliaia di anni di storia di cui siamo stati artefici di primo piano, stiamo diventando un sottoprodotto della cultura americana, un poco riuscito clone del prototipo di vita statiunitense. basti pensare al fatto che negli ultimi anni abbiamo importato la festa di halloween, tanto per fare un esempio.. halloween?? e perchè halloween? che ragione d'essere ha halloween in italia? un ambito in cui ci riconfermiamo sempre campioni in carica: prendere il peggio dalle culture cui decidiamo di ispirarci. gli americani sono stupidi bambini esaltati e guerrafondai che si arrogano il diritto di giocare agli sbirri del pianeta, pianeta che si stanno mangiando, boccone dopo boccone, per andare ad ingrassare ancora di più il loro flaccido e lardoso culo a stelle e strisce.. è l'immagine classica che si ha di loro, vero o no? eppure noi, tanto bravi a criticare le cazzate degli altri, tanto superiori alle situazioni d'oltreoceano, non riusciamo nemmeno ad eleggere un governo che ci rappresenti veramente e che non ci procuri vergogne ed imbarazzi ogni volta che apre bocca! ormai sono passati troppi anni e ci siamo abituati cosi, ci sembra cosa normale.. l'italiano, quando è chiamato al voto, non esprime la preferenza per un candidato in cui ripone fiducia, non esprime la preferenza con convinzione, con sicurezza, con tranquillità e speranza per il futuro, no.. l'italiano che vota è costretto ad accontentarsi. opta per il minore dei mali ed incrocia le dita, sapendo già che quella crocetta sulla scheda elettorale, vale tanto darla ad uno come darla all'altro.. la storia poco cambia. all'annuncio della vittoria di obama, la quasi totalità degli stati uniti si è lasciata andare ad un tripudio di festeggiamenti, gioia, musica, canti, coriandoli e stelle filanti fino al mattino successivo, in cui la nazione si è ridestata dal sonno con una nuova speranza di cambiamento negli occhi e nel cuore.. io non mi permetto di sperare tanto, ma il mio sogno sarebbe poter essere fiero del mio presidente, almeno un decimo di quanto l'america lo è di obama.. non voglio più dovermi vergognare di essere cittadino italiano, non voglio più dovermi giustificare ne scusare al posto del mio presidente.. sò che probabilmente non vivrò abbastanza a lungo da poter vedere realizzato il mio sogno.. ma è pur sempre un sogno e me lo tengo stretto, perchè là lui non può raggiungermi..

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