mercoledì 19 novembre 2008

la relazione tra le cose


“..chi vive in baracca, chi ama l’amore e i sogni di gloria..” non so se anche a voi è capitato di seguire Crozza, la scorsa stagione.. Ormai nessuno ci fa più caso, nessuno se ne cura. Siamo abituati ad accettare le cose per come ci vengono proposte, mettiamo la ragione in stand-by e ci perdiamo nella fredda luce di uno schermo. Non ascoltiamo neanche più le parole della stessa televisione, che ci ha abituati ad uno pseudo linguaggio, di frasi fatte e motti che suonano bene all’orecchio, del cui significato non ci rendiamo veramente conto. Provate solo per mezz’ora, a piazzarvi innanzi alla tv e ad analizzare parola per parola ciò che vi dice.. vi accorgerete che è un mondo, quello mediatico, straripante di slogan assurdi come: “..con tutta la praticità dell’usa e getta..” cosa cazzo vuol dire? Cioè, uno dei pregi del nostro prodotto è che lo puoi buttare via dopo che l’hai usato? è questo il sottointeso? Novantanove su cento sono ritardato, non ci arrivo.. perchè non è possibile che i media abbiano il coraggio di entrare nelle case della gente con veleni di questo tipo, non voglio rassegnarmi a pensare questo. “..vado al provino con i pantaloni bianchi e le mestruazioni.. e poi il regista mi dice di fare la ruota.. (la RUOTA??) ..e io la faccio.. evviva, sono una vj!” quale cervello malato può partorire una situazione simile? Provate a chiederlo alla mia ragazza di fare la ruota quando ha il ciclo.. provateci.. la realtà non va cosi, la tele dovrebbe rispecchiare un minimo la vita delle persone, non riempirci la testa di fantasie e di personaggi ideali, perchè già è dannoso per un adulto, figuriamoci per un bambino, che da quando è nato, riceve bombardamenti di input di questo tipo, con la conseguenza che entrano a far parte della realtà (e non dell’immaginario, come dovrebbe essere). Poi non lamentiamoci se le nuove generazioni si drogano per noia, uccidono perchè l’han visto in un videogame, crescono senza solide basi, senza valori, ma ancor più importante, senza più contatto con la realtà. A scuola avevo una compagnia la cui madre (ex hippy), aveva deciso di non volere televisori in casa.. ora, ai tempi non capivo il motivo di una “cattiveria” simile, in fondo, la televisione ce l’hanno tutti, mi sembrava appunto, solo il modo di una ex sessantottinasconvolta, di stare al passo coi tempi, di ribellarsi anche alle soglie del nuovo millennio. Io non voglio dire che sia giusto negare la tv ad un bambino, perchè può essere utile allo sviluppo di una parte importante del carattere dell’individuo, e comunque non sarebbe una vera soluzione al problema. Quello che mi piacerebbe vedere è un uso più consapevole, più responsabile, del mezzo, ma non da parte di chi ne usufruisce, bensì da parte di chi la fa. Esistono enti statali di controllo, che invece di far solo presenza, dovrebbero vigilare su ciò che viene immesso nell’etere.. un organo però, al di sopra delle parti, e non “stipendiato” dagli stessi che fanno fare la ruota alle ragazze mestruate.. perchè a volte non ci si pensa, ma se le banche controllano i governi e i governi vigilano sui media, chi realmente vigila su ciò che i vostri figli imparano dalla tele? Poi qui da noi si arriva al non plus ultra nel settore, dove governo, banca e media sono addirittura la stessa persona, e nonostante questo, possiamo comunque assistere ad un teatrino montato ad hoc, con il preciso intento di tenerci la ragione impegnata a sbrogliare un circolo vizioso, mentre fuori è già l’inizio della fine..

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